Pressa Sonorus 1G per stampare ad ultrasuoni

Stampare con gli ultrasuoni

Presentata in anteprima alla Euromold dello scorso anno, la nuova pressa Sonorus 1G con riscaldamento del polimero mediante ultrasuoni sarà disponibile sul mercato a partire da giugno. L’ideazione, la costruzione e la commercializzazione delle nuove macchine per microstampaggio è opera di un’azienda spagnola, la Ultrasion di Barcellona, costituita proprio allo scopo di sviluppare questa innovativa tecnologia.

L’utilizzo degli ultrasuoni come principale fonte di energia termica offrirebbe notevoli risparmi energetici (consuma fino a cento volte meno di una normale micropressa). Genererebbe anche una pressione idonea a garantire il perfetto riempimento dello stampo riducendo il rischio di degradazione del polimero. Il controllo del profilo termico garantirebbe inoltre una maggiore riproducibilità dei dettagli.

La pressa ha una forza di chiusura di 3 tonnellate e una capacità di iniezione variabile tra 0,05 e 2 grammi per la produzione di particolari del peso fino a 4×10-7 grammi. L’azionamento della macchina è completamente elettrico, adatto quindi a laboratori o camere bianche. La silenziosità e la pulizia ne consentono l’installazione anche fuori dai tradizionali contesti industriali, secondo il concetto di ufficio-fabbrica.

Ultrasion nasce come spin-off di un progetto di ricerca che vede insieme aziende e centri di ricerca che credono nel potenziale degli ultrasuoni per applicazioni industriali: le fondazioni Ascamm e CETEMMSA, oltre a Fipsa, Mateu & Solé, Mecasonic e Plastiasite.

da POLIMERICA.IT

RepRap stampante 3D

Materializza i tuoi desideri con RepRap
Con la stampante 3D libera la fantasia e fabbrica in casa gli oggetti che vuoi

di Gabriella Brienza

Se non l’avete ancora fatto è questo il momento giusto per scatenare la fantasia e pensare a tutti gli oggetti più strani, colorati, utili, divertenti che vorreste avere. Perchè vi dico questo? Perchè con RepRap potrete fabbricarveli in casa all’occorrenza.
Sembra fantascienza e invece la stampante 3D in grado di creare oggetti solidi non solo ha già un nome ma esiste da alcuni anni.

Si tratta di un tipo di stampante ad estrusione in grado di materializzare l’oggetto disegnato preventivamente su pc attraverso un normale software CAD. In genere,il software di disegno consigliato è  Art Of Illusion e il formato del file prodotto è STL (Standard Triangulation Language). In questo file sono contenute tutte le informazioni circa la geometria dell’oggetto che vengono elaborate da un software Java e utilizzate per istruire la testina di stampa. Quest’ultima estrude il materiale, in genere polimeri termoplastici come ABS o HDPE e, muovendosi lungo i 3 assi cartesiani secondo schemi ritmici e ripetitivi, lo deposita in strati successivi, dando vita, layer dopo layer all’oggetto desiderato.

Ecco che se, una sera, guardandovi allo specchio prima di uscire, vi venisse voglia di indossare un paio di Glue Cinderella all’ultima moda, non dovreste più sbuffare e abbandonare l’idea, magari appuntando il modello tra i vostri prossimi acquisti, ma potreste direttamente fabbricarvelo. Uno dei tanti esempi, questo, che potrebbero venire in mente pensando ad un sistema di produzione di oggetti on demand sito a casa vostra, proprio accanto al pc.

Ma le novità non sono finite perchè ciò che rende speciale RepRap (Replicating Rapid-Prototyper) differenziandolo da altri progetti simili, come il famoso Fab@Home, è la sua capacità di autoreplicarsi ovvero di produrre da sè la maggior parte dei componenti utili a generare una stampante uguale a sè stessa eccetto, ovviamente, la parte meramente elettronica.
Questa importante peculiarità di RepRap potrebbe agevolare una sua rapida diffusione e concretizzare l’ambizioso obiettivo di trasferire in ogni casa un piccolo sistema produttivo utile a creare autonomamente tutti quegli oggetti di vita quotidiana senza il bisogno di costose infrastrutture industriali. Un futuristico scenario, questo, che trasformerebbe completamente le classiche dinamiche dei processi produttivi segnando la scomparsa della produzione di massa e allo stesso tempo la riduzione dei tempi di miglioramento del prodotto.

RepRap e tutti i lavori creati nell’ambito di questo progetto sono rilasciati sotto licenze GNU GPL. Essendo un progetto open source gli utenti RepRap sono incoraggiati a migliorarne le prestazioni e a renderne noti i risultati prodotti, proprio come sta già avvenendo. Infatti, molta ricerca viene spesa per rintracciare metodi per la stampa di nuovi materiali, ad esempio metallici, in modo da rendere possibile anche la realizzazione di circuiti elettronici e consentire, così, a RepRap di replicarsi totalmente.

Diverse aziende hanno manifestato il loro interesse per questo tipo di tecnologia come testimoniato dal Ceo di EADS – azienda europea nel settore aerospaziale e della difesa – che ha recentemente mostrato in una trasmissione inglese della BBC una bicicletta “stampata” e dai ricercatori austriaci dell’Istituto di Tecnologia di Vienna cha hanno realizzato la più piccola stampante 3D pesante solo 1,5 kg.

da GO-CITY.IT

Cartucce stampanti HP in offerta da Euronics

Offerta Euronics cartucce stampanti HP 50%

Da Euronics, risparmia fino al 50%  con le cartucce a getto d’inchiostro XL. Questa tipologia di getto è basata sul costo per pagina a confronto tra le cartucce a getto d’inchiostro HP 350 e 350 XL.

Il costo per pagina e’ stato calcolato sulla base del prezzo indicativo di vendita di HP, IVA inclusa, e la resa di stampa pubblicata da HP.

Il prezzo attuale è soggetto a variazioni. La resa di stampa potrebbe variare in base al tipo di stampante utilizzata, alla stampa di fotografie e ad altri fattori.

I risultati sono differenti per altre tipologie di cartucce.

da ROMATODAY.IT

Stampante 3D illusione ottica video

Arriva la stampante 3d: l’illusione ottica mai vista

Il fenomeno 3d continua a crescere. Dopo cinema, televisori e videogiochi, adesso nasce anche la stampante con effetto tridimensionale.

Una nota azienda elettronica ha lanciato sul mercato il nuovo prodotto.

Le stampe sono caratterizzate dall’illusione ottica delle tre dimensioni, grazie alla tecnica dell’anamorfismo: le immagini su carta vengono leggermente deformate e, se riprese da determinate angolazioni, appaiono come oggetti reali.

Il video è stato realizzato dall’agenzia Leo Burnett di San Paolo.

Ivano Pasqualino

da REPUBBLICA.IT

Stampante Epson Stylus rx-425 : come sostituire le cartucce

Come sostituire le cartucce della epson stylus rx-425

Oramai le stampanti sono entrate,anche con prepotenza, nelle nostre case. Che siano a getto di inchiostro, laser o anche ad aghi in ogni ufficio o appartamento puoi trovare una stampante o una multifunzione che permette di poter stampare o duplicare i documenti e le foto.

1. La epson stylus rx-425 e’ una stampante multifunzione. Con questo termine si suole indicare un apparecchio che oltre a fungere da stampante e’ anche uno scanner o un lettore di card per macchine fotografiche. Puo essere collegata al nostro pc (necessario per la stampa) oppure funzionare da fotocopiatrice senza essere collegata ad un pc.

2. L’utilizzo di questo apparecchio e’ molto semplice e intuitivo grazie ad una pulsantiera e ad un display interattivo. Le cartucce possono essere sostituite sia con che senza il collegamento al pc. Il codice identificativo di queste cartucce e’ T 551, T 552,T 553,T 554 a seconda che sia inchiostro nero, magenta, ciano o giallo.

3. Schiaccia il pulsante che indica una goccia di inchiostro per circa cinque secondi dopo aver aperto il vano cartucce tirando il bordo verso l’alto. L’ alloggiatore delle cartucce si muovera’ da destra a sinistra e si posizionera’ in una posizione che ti permettera’ di aprire il coperchio della custodia delle cartucce.

4. Aprilo e procedi a sostituire la cartuccia indicata dalla freccia disegnata sul lembo di plastica della stampante. Togli la vecchia cartuccia, facendo attenzione a non sporcare le mani, togli il lembo di protezione alla nuova e introducila nell’alloggiatore con il cip in rivolto verso l’alto e spingi fino a sentire un clic.

5. Continua questo procedimento fino a quando le cartucce esaurite saranno state tutte sostituite e chiudi e abbassa il lembo della stampante. Partira’ una breve pulizia delle testine. Dopo che la stampante avra’ finito tale operazione la goccia di inchiosto sul display smettera’ di lampeggiare. Avvia una stampa e valuta se effettuare una pulizia alle testine e un controllo degli ugelli.

da PIANETATECH.IT

La stampa in 3D

E ora mi stampo un anello
Immaginate un oggetto qualsiasi: un gioiello, un soprammobile, un pupazzetto. Disegnatelo in 3D sul computer. E createlo con un clic. Fantascienza? No, si può già fare: ecco come

di Alessandra Viola

Spamghetto , una carta da parati fatta con un software generativo a partire dallo spam “Spamghetto”, una carta da parati fatta con un software generativo a partire dallo spamImmaginate un futuro in cui potremo personalizzare qualunque oggetto. Tutti avremo in casa una stampante 3D e su Internet esisteranno centinaia di migliaia di software, gratuiti, per creare quello che più ci piace o ci serve, con la forma che vogliamo. Non trovate il tappo per il vino? Presto fatto. Scaricate il software, mettete un po’ di silicone nell’apposita vaschetta, fate click: eccolo “stampato”, cioè creato pe voi, come vi piace: a punto, a pupazzetto umano, a strisce arancioni. Manca una forchetta? Si “stampa” anche quella. E così via per i bicchieri, le custodie dell’iPhone, i gioielli, i giocattoli, la ciotola per il cane. L’unico limite è la fantasia.

Certo, per ora ce ne vuole parecchia per immaginare un mondo così. Ma meno di trent’anni fa pensavamo più o meno le stesse cose dei personal computer. E sappiate che esiste già RepRap (reprap.org), una stampante 3D opensource che potete costruire da soli seguendo le istruzioni e comprando i pezzi on line (risparmiando così alcune migliaia di euro) e che poi è virtualmente in grado di replicare se stessa “ristampandosi”. E se averne addirittura una in casa vi sembra ancora un’ipotesi remota, ciò non vuol dire che non si possa usarla lo stesso, insieme ad alcune altre innovative tecnologie per la “digital fabrication”. On line infatti ci sono decine di siti in cui ci si può già divertire a creare attraverso queste stampanti tessuti o carte da parati, tagliando al laser i vostri cartamodelli e naturalmente progettando in 3D qualsiasi oggetto (ancora di dimensioni abbastanza ridotte). Che siano complicati progetti di architettura, robot, lampade, ciondoli o anelli, poco importa. E’ già possibile “stampare” su tre dimensioni plastica, metallo, silicone, vetro, ceramica e l’elenco si allunga velocemente: le potenzialità sono enormi.

In pratica, con uno scanner 3D, una stampante 3D, un laser cutter e un paio di computer, ormai si può fabbricare quasi qualunque cosa. Come cercano di dimostrare i Fab Lab (Fabrication Laboratory) lanciati dal Mit di Boston: luoghi magici e speciali a metà tra un’officina e l’antro di uno scienziato pazzo. In Italia il primo è stato aperto poche settimane fa a Torino per la mostra Stazione Futuro (fino al 20 novembre) e sarà a disposizione del pubblico per gettare uno sguardo al nostro vicino avvenire.

I primi a combinare tra loro le straordinarie potenzialità di queste nuove tecnologie, alcuni anni fa, sono stati i designer. Iniziando a scriversi da soli i software con cui poi “stampare” in 3D intere classi di oggetti completamente nuove, finora semplicemente inimmaginabili perché mancava il sistema di progettarle e produrle.

Lampada ottenuta con la stampa in 3D Lampada ottenuta con la stampa in 3D Il sistema di creazione di oggetti on demand sembra destinato a segnare la scomparsa della produzione di massa, rendendo inutili i magazzini e obsoleta la catena di montaggio. Chi vorrà più comprare un oggetto uguale a migliaia di altri quando tutto sarà personalizzabile? Certo non quanti, e sono migliaia, che già comprano on line i loro pezzi unici. “Tutti i nostri disegni sono creati attraverso dei software che scriviamo noi stessi”, spiega Jesse Louis-Rosenberg, 24 anni, ex studente del Mit e fondatore nel 2007, insieme a Jessica Rosenkrantz, 28 anni, di Nervous System, studio di design tra i più all’avanguardia nel settore.

“Siamo affascinati dai fenomeni naturali e il nostro lavoro parte dal tentativo di capire come il mondo che ci circonda si organizza e si costruisce. Quando troviamo un fenomeno naturale che ci interessa, passiamo moltissimo tempo a studiarlo, poi quando ci pare di saperne abbastanza, creiamo il nostro software, che virtualmente può realizzare infiniti disegni. Alla fine scegliamo due o tre modelli e li proponiamo al pubblico, ma rendiamo anche disponibili i software on line, così chiunque può creare un disegno personalizzato e ordinarcene la stampa. In questo modo preserviamo l’infinita varietà del processo creativo e invitiamo anche gli utenti a partecipare alla creazione dei loro oggetti per capire meglio l’idea che c’è dietro”.

da ESPRESSO.REPUBBLICA.IT

Android e Cellular Wall Printer: stampante per muri video

Cellular Wall Printer: la stampante per muri comandata da Android

Nicola Ligas

Checking In | by Sweet Tech Studio from Liat Segal on Vimeo.

Pensavamo di averne viste di tutti i colori nel nostro muro delle stramberie con Android, ma dobbiamo ammettere che come sempre la realtà supera le più fantasiose previsioni.

Dopo la presentazione dell’Android Open Accessory (che non ha comunque niente a che fare con quello che stiamo per mostrarvi) poi abbiamo del tutto smesso di chiederci cosa sia possibile realizzare o meno e restiamo semplicemente in attesa della prossima “meraviglia”.

Oggi tocca ad una stampante per pareti controllata da quello che sembra essere un Nexus One personalizzato.

La Cellular Wall Printer è infatti in grado di ricevere messaggi via Facebook, Twitter, ed SMS e trascriverli poi su qualunque superficie piatta, anche in movimento.

da ANDROIDWORLD.IT

La tascabile stampante 3D

La stampante 3D è quasi tascabile
La stampante 3D ha un costo di 1200 euro.

Sul termine “stampante 3D” c’è sempre un po’ di confusione. Può trattarsi di una macchina che stampa foto in tre dimensioni da ammirare con gli occhialini oppure, come in questo caso, di un dispositivo che stampa oggetti in 3D. In questo caso parliamo di reale stampa in 3D e il modello in questione è davvero lillipuziano per gli attuali standard.

“La stampantina 3D costa circa 1.200 euro ed è super precisa nella realizzazione di piccoli oggetti in tre dimensioni”

Le stampanti 3D, ovvero quei dispositivi che permettono di costruire oggetti in tre dimensioni partendo da un progetto Cad, sono di solito enormi e dal prezzo proibitivo. Il Ceo di EADS – una grande azienda europea nel settore aerospaziale e della difesa – ha recentemente mostrato in una trasmissione inglese della BBC una bicicletta “stampata” con la promessa che questa straordinaria tecnologia per realizzare oggetti “fai-da-te” sarà alla portata di tutti entro 10 anni. La piccola stampante sviluppata dai ricercatori austriaci dell’Istituto di Tecnologia di Vienna testimonia che qualcosa si sta realmente muovendo nella direzione “consumer”.

Se le comuni stampanti 3D sono di solito degli oggetti super ingombranti, questo modello è piccolissimo, il più piccolo mai realizzato al mondo: è grande come un cartone di latte e pesa solo 1,5 chilogrammi. La stampantina, nel suo “piccolo”, funziona come le stampanti 3D professionali. Costruisce l’oggetto, strato dopo strano, usando una resina sintetica che si indurisce quando viene colpita da fasci di luce intensa. La sua particolarità è che il fascio di luce è solo di un ventesimo di millimetro di spessore che tradotto in pratica significa che è in grado di realizzare oggetti con maggiore precisione. Quando costa? Circa 1.200 euro, ma i ricercatori promettono che continueranno a ridurne le dimensioni e il prezzo.

Silvia Ponzio

da JACKTECH.IT

Qualità e prezzi delle cartucce stampanti

Cartucce Per Stampanti: Alta Qualità A Prezzi Bassi

Se ti servono delle cartucce per la tua stampante, oppure vuoi ricarica la tua cartuccia esaurita, è ogni volta un problema trovare un negozio in città che: costi poco, le cartucce siano di buona qualità, e che siano ben caricate. Sostituire ogni volta la cartuccia comprandone un’altra uguale originale può farti spendere anche il 70% in più, ma se presti attenzione a questo articolo troverai il modo per spendere molto di meno, con delle ottime alternative.

Quante volte ti è finita una cartuccia per la tua stampante HP? Oppure quante volte le cartucce di sottomarca non stampavano come dovevano, oppure quanti chilometri hai dovuto fare per trovare un negozio che vendesse un kit di ricarica per la tua Epson?

Ordinare online e in anticipo una buona quantità di cartucce può farti risparmiare davvero tanto tempo, ma dove? Abbiamo selezionato per te i più fidati, economici, ma sopratutto testati rivenditori di cartucce per stampanti che si sono distinti per la loro serietà, corrispondenza tra l’articolo online e quello recapitato, ma sopratutto celerità nelle spedizioni, senza ovviamente contare il costo, che è una dei punti fondamentali che distingue un venditore con un buon rapporto qualità prezzo con un’altro che ci fa tornare a casa scontenti e con un portafogli che pesa la metà.

da PAID2WRITE.ORG

La pulizia di una stampante a getto d’inchiostro

Come pulire una stampante a getto d’inchiostro

Purtroppo può succedere che la stampante all’improvviso cominci a non funzionare più bene, rilasciando delle macchie sui fogli. Se anche la tua stampante presenta questi problemi allora dovrai assolutamente leggere la mia guida nella quale ti darò dei consigli per poterla pulire.

  1. Se la tua stampante a getto d’inchiostro inizia ad avere dei problemi, naturalmente per poterli risolvere, dovrai cercarla di pulire. Per far questo, la prima cosa importante e sopratutto estremamente fondamentale che dovrai assolutamente fare, è quella di togliere semplicemente le cartucce dell’inchiostro.
  2. Dopo aver fatto questo, dovrai pulire delicatamente i fori di ingresso nella testina, in quanto l’inchiostro in questi punti si accumula. Per poter far questo, dovrai semplicemente versare un pò di alcool su un bastoncino con la punta in spugna oppure su un pennello a setole rigide e successivamente dovrai spazzolare gli alveoli.
  3. Dopo aver fatto questo, dovrai far scorrere pochissimo alcool sulla testina per eliminare l’eventuale presenza di setole rotte. Dopo aver fatto questo, dovrai lasciar asciugare l’inchiostro in eccesso sugli ugelli e poi dovrai rimettere le cartucce. Mi raccomando, ricordati di effettuare un test di stampa in per verificare l’eliminazione dell’inchiostro in eccesso.

da PIANETATECH.IT