E ora mi stampo un anello
Immaginate un oggetto qualsiasi: un gioiello, un soprammobile, un pupazzetto. Disegnatelo in 3D sul computer. E createlo con un clic. Fantascienza? No, si può già fare: ecco come
di Alessandra Viola
Spamghetto , una carta da parati fatta con un software generativo a partire dallo spam “Spamghetto”, una carta da parati fatta con un software generativo a partire dallo spamImmaginate un futuro in cui potremo personalizzare qualunque oggetto. Tutti avremo in casa una stampante 3D e su Internet esisteranno centinaia di migliaia di software, gratuiti, per creare quello che più ci piace o ci serve, con la forma che vogliamo. Non trovate il tappo per il vino? Presto fatto. Scaricate il software, mettete un po’ di silicone nell’apposita vaschetta, fate click: eccolo “stampato”, cioè creato pe voi, come vi piace: a punto, a pupazzetto umano, a strisce arancioni. Manca una forchetta? Si “stampa” anche quella. E così via per i bicchieri, le custodie dell’iPhone, i gioielli, i giocattoli, la ciotola per il cane. L’unico limite è la fantasia.
Certo, per ora ce ne vuole parecchia per immaginare un mondo così. Ma meno di trent’anni fa pensavamo più o meno le stesse cose dei personal computer. E sappiate che esiste già RepRap (reprap.org), una stampante 3D opensource che potete costruire da soli seguendo le istruzioni e comprando i pezzi on line (risparmiando così alcune migliaia di euro) e che poi è virtualmente in grado di replicare se stessa “ristampandosi”. E se averne addirittura una in casa vi sembra ancora un’ipotesi remota, ciò non vuol dire che non si possa usarla lo stesso, insieme ad alcune altre innovative tecnologie per la “digital fabrication”. On line infatti ci sono decine di siti in cui ci si può già divertire a creare attraverso queste stampanti tessuti o carte da parati, tagliando al laser i vostri cartamodelli e naturalmente progettando in 3D qualsiasi oggetto (ancora di dimensioni abbastanza ridotte). Che siano complicati progetti di architettura, robot, lampade, ciondoli o anelli, poco importa. E’ già possibile “stampare” su tre dimensioni plastica, metallo, silicone, vetro, ceramica e l’elenco si allunga velocemente: le potenzialità sono enormi.
In pratica, con uno scanner 3D, una stampante 3D, un laser cutter e un paio di computer, ormai si può fabbricare quasi qualunque cosa. Come cercano di dimostrare i Fab Lab (Fabrication Laboratory) lanciati dal Mit di Boston: luoghi magici e speciali a metà tra un’officina e l’antro di uno scienziato pazzo. In Italia il primo è stato aperto poche settimane fa a Torino per la mostra Stazione Futuro (fino al 20 novembre) e sarà a disposizione del pubblico per gettare uno sguardo al nostro vicino avvenire.
I primi a combinare tra loro le straordinarie potenzialità di queste nuove tecnologie, alcuni anni fa, sono stati i designer. Iniziando a scriversi da soli i software con cui poi “stampare” in 3D intere classi di oggetti completamente nuove, finora semplicemente inimmaginabili perché mancava il sistema di progettarle e produrle.
Lampada ottenuta con la stampa in 3D Lampada ottenuta con la stampa in 3D Il sistema di creazione di oggetti on demand sembra destinato a segnare la scomparsa della produzione di massa, rendendo inutili i magazzini e obsoleta la catena di montaggio. Chi vorrà più comprare un oggetto uguale a migliaia di altri quando tutto sarà personalizzabile? Certo non quanti, e sono migliaia, che già comprano on line i loro pezzi unici. “Tutti i nostri disegni sono creati attraverso dei software che scriviamo noi stessi”, spiega Jesse Louis-Rosenberg, 24 anni, ex studente del Mit e fondatore nel 2007, insieme a Jessica Rosenkrantz, 28 anni, di Nervous System, studio di design tra i più all’avanguardia nel settore.
“Siamo affascinati dai fenomeni naturali e il nostro lavoro parte dal tentativo di capire come il mondo che ci circonda si organizza e si costruisce. Quando troviamo un fenomeno naturale che ci interessa, passiamo moltissimo tempo a studiarlo, poi quando ci pare di saperne abbastanza, creiamo il nostro software, che virtualmente può realizzare infiniti disegni. Alla fine scegliamo due o tre modelli e li proponiamo al pubblico, ma rendiamo anche disponibili i software on line, così chiunque può creare un disegno personalizzato e ordinarcene la stampa. In questo modo preserviamo l’infinita varietà del processo creativo e invitiamo anche gli utenti a partecipare alla creazione dei loro oggetti per capire meglio l’idea che c’è dietro”.
da ESPRESSO.REPUBBLICA.IT